Ho una grande grandissima voglia di urlare.
Le emozioni non espresse implodono. Così mi lacero dentro.
Non riesco a vivere con uno che ha la sensibilità di un cactus.
Basterebbe così poco. Ma non ci arriva.
Il vecchio circolo vizioso è lì, ad offrire il suo ingorgo. Io ne sento già l'odore, ho già un piede dentro.
Non ce la faccio da sola.
La polvere è davvero inutile.
Sta lì, beffarda, a ghignarti addosso. Si crede speciale, lei, invisibile nell'aria, vorrebbe fregarti. Ma basta un raggio di sole e la becchi in flagrante, a svolazzare voluttuosa.
Tu la togli, e lei torna, come un innamorato fedele.
Eppure è morbida, la polvere, soffice.
Lascia il segno, lei. E lascio il segno io, su di lei, con le mie impronte.
L'amore adulto non è una resa del sé, ma una resa al sé. L'Io cede al cuore l'egemonia sulla personalità, ma questa resa non lo annienta. Ne risulta invece rafforzato, dato che le sue radici nel corpo vengono nutrite dalla gioia che il corpo prova.
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E' impossibile avere un rapporto amoroso maturo se non si è una persona matura, capace di reggersi sulle proprie gambe, di stare da sola se necessario, e capace di esprimere liberamente e pienamente i propri sentimenti. Tale amore non è egoistico per la persona che condivide se stessa pienamente. E' autocentrato, ma ciò rende eccitante la relazione, in quanto ciascuna persona è un individuo con un sé unico che condivide con il partner. In questo tipo di rapporto la realizzazione dell'amore nel sesso è reciproca nella soddisfazione del piacere.
Questa concezione dell'amore contrasta con l'idea corrente che in amore si debba vivere per l'altro. Ma ciò ne fa una relazione di subordinazione e non di condivisione. La condivisione è tra eguali, mentre si è subordinati a un superiore.
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Così come ci si innamora, ci si disamora e ciò troppo spesso accade perché siamo delusi del fatto che l'altra persona non ci soddisfa. Non ci rendiamo conto che nessuno può soddisfarci, tranne noi stessi, e che la nostra soddisfazione deriva dall'essere pienamente aperti a noi stessi e alla vita.
Alexander Lowen, Arrendersi al corpo, Astrolabio 1994